Nel piccolo comune ai piedi del Grande Bosco c’è il Posto delle Fiabe. Questo luogo d’incontro esiste ormai da molti anni e accoglie bambini, genitori, insegnanti, educatori, operatori: insomma, tutte quelle persone che non hanno dimenticato che… Dimenticato che? Che la memoria è un valore importante nella vita di una comunità, che non si può vivere senza storie (soprattutto quelle del passato), che attraverso le esperienze di ieri impariamo ad affrontare la vita di oggi. E che, in una fiaba, si ritrova anche sè stessi, i nostri sogni, le nostre paure, le nostre emozioni… la nostra vita! Un paese senza fiabe è destinato a morire? Senza un posto per le fiabe il paese sarebbe morto lentamente, dimenticato da tutti, a partire dagli abitanti del paese stesso. Allora ha cominciato a raccontarsi le fiabe e ci ha preso talmente gusto, che ha invitato tutti quegli amici che sapevano delle storie, e ha dato loro appuntamento ai piedi del Grande Bosco nel centro della piazza sotto al tendone di un piccolo circo. E tutti insieme si sono raccontati fiabe per parecchi giorni, si sono divertiti da matti, a tal punto, che hanno deciso di ritrovarsi ogni anno: non potevano piu’ fare a meno gli uni degli altri. Ma quali storie si raccontano sotto il tendone del circo? L’altro giorno ho sentito una storia che cominciava così: “Nel piccolo comune ai piedi del Grande Bosco c’è il Poso delle Fiabe…”.
Il paese delle fiabe è un documentario sull’undicesima Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede del 1993, diretto e prodotto da Igor Francescato, con la collaborazione di Tiziana Favero, Ermes Ros e Marco Della Giustina. L’intervista a Stepan Zavrel è stata girata nella sua casa di Rugolo nell’inverno del 1993.
La copertina di una copia VHS del documentario Sarmede il paese delle fiabe